«Se al Presidente del Consiglio stava così a cuore la Sardegna poteva dimettersi, prendere la residenza a Porto Rotondo e candidarsi alla presidenza della Regione. E ci veniva coi suoi mezzi, come faccio io, e non con le forze dell’ordine, a fare una campagna elettorale che non gli compete». L’ha sostenuto Renato Soru, candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra, chiudendo in serata una manifestazione a Carbonia.
Il presidente uscente della Regione ha accusato il premier di violare tutte le regole della par condicio. «Avrebbe dovuto fare come me, contare i minuti, invece - ha spiegato Soru - impazza a reti unificate. E almeno, quando parla della Sardegna, quando parla di numeri, dovrebbe citare le fonti. Invece sta facendo campagna elettorale in Sardegna come ritiene che la campagna elettorale debba essere fatta: lo diceva già tempo fa che gli elettori hanno la testa di un bambino di 12-13 anni e neanche tanto sveglio. Ecco, crede che siamo così e per questo ci racconta panzane».
Soru ha, quindi, ribattuto ai richiami a Tiscali del leader del Pdl: «Oggi è venuto a parlare di un’azienda che io ho fondato tanti anni fa e di cui vado orgoglioso. Diversamente da lei, signor presidente del Consiglio, io da 5 anni - ha aggiunto - non mi sono più occupato della mia azienda. Non ho mai fatto leggi regionali ad hoc per mie questioni personali, né per mie aziende, mentre il monopolio delle tv commerciali è in mano a una sola impresa». Sottolineato che il bilancio della Sardegna non è fallimentare, Soru ha respinto l’accusa, che ha definito una calunnia, di aver buttato giù degli ulivi nella sua villa per vedere il mare: «Io gli alberi li pianto e la nostra regione è stata anche premiata dal suo governo per questo. E gli ulivi li pianto anche a casa mia e quest’anno ho fatto 700 litri d’olio». «Lei ha 73 anni, signor presidente del Consiglio, io 51, siamo grandi, abbiamo figli, siamo nonni - ha concluso Soru - Lasciamo ai nostri figli la certezza che i loro genitori non sono persone che mentono».(
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Commenti inseriti 19 — pagina 1 di 3
***cancellato: contenuti offensivi***
ricordo tra l'altro che Soru (il Secolo non ne parla ma vedi Corriere) è indagato per un appalto sulla pubblicità istituzionale della regione
***
Che pena fa il povero popolo di sinistra costretto a sperare sempre in qualche nuovo leader che miracolosamente la salvi dai propri guai. Ora è la volta di Soru, brillante imprenditore per le cui capacità nutro notevole rispetto.
Ma, mi chiedo, se Soru diventa il leader dell'opposizione, poi con Berlusconi i colloqui e gli accordi dove li fanno? In qualche saletta molto riservata nella sede di Confindustria?
A quando un imprenditore alla guida della CGIL?
Cara Morgana69, al contrario di quanto tu dici, tutti i presidenti del Consiglio hanno aiutato i loro candidati nelle elezioni locali importanti.
Con un'unica eccezione. Il Prodi del suo ultimo Governo era talmente screditato che nessuno lo voleva vicino in campagna elettorale.
Se tra i due non ci fosse una forte rivalità personale e politica, stai pur sicura che Veltroni farebbe campagna per Soru.
Caro matteo, tu sostieni "Io sono sempre stato di destra, ma..." Bene. Puoi benissimo continuare a rimanerlo e votare Di Pietro, o Storace o Fiamma o FN. o quello che diavolo vuoi.
In questa coalizione di governo, liberale e riformatrice, dii quelli come te non c'è alcun bisogno.
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