Dopo le partite di calcio, i manifesti con le donne mezze nude. Tutto ormai fa brodo per poter mantenere alta la tensione diplomatica fra l’Italia e il Brasile, dopo la mancata estradizione del terrorista Cesare Battisti, accusato di quattro omicidi dal Paese sudamericano all’Italia.
Questa volta ci ha pensato Antonio Pedro Figueira de Mello, professione segretario al Turismo di Rio de Janeiro, che ha lanciato strali contro la casa di moda milanese Relish, colpevole, a suo dire, di aver danneggiato l’immagine della metropoli brasiliana.
Nei manifesti incriminati effettivamente si vedono delle modelle in abiti a dir poco succinti, che vengono perquisite con fare brutale da due agenti della polizia locale, sullo sfondo, la spiaggia di Ipanema. I tabelloni sono appesi nei maggiori centri italiani.
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| La spiaggia di Ipanema |
Il Jornal do Brasil annuncia che de Mello invierà all’ambasciata italiana a Brasilia una richiesta di rimozione immediata dei cartelloni dalle strade delle città del Bel Paese.
Effettivamente, de Mello può trovare una sponda per la sua polemica proprio nel governo italiano: venerdì il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, aveva affermato, riferendosi a Battisti, che «non si può lasciare un assassino libero di passeggiare per le spiagge di Rio. Credo che gli italiani non saranno contenti di andare in Brasile sapendo di poter fare certi incontri...». Non proprio una bella pubblicità per le vacanze nel Paese sudamericano.
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| Il manifesto contestato |
E ieri, lo stesso La Russa ha rilanciato sulla partita amichevole tra l’Italia e la nazionale carioca, definendola «un evento commerciale. Non è sport. Si tratta di un’iniziativa non organizzata dalle federazioni, ma da un brasiliano che mi risulta paghi 800 mila euro alle due federazioni calcistiche, mentre la Rai paghi quattro milioni di euro». E, tornando su Battisti, ha aggiunto: «I brasiliani devono sapere chi è Battisti. Gli viene detto che noi lo tortureremmo (se venisse estradato, ndr). Noi torturarlo? Se ce lo danno... Non dico che non ci piacerebbe, ma ci tratteniamo. No, non lo faremmo mai».
La pubblicità di Relish aveva già scandalizzato, qualche giorno fa, l’assessore alle Pari opportunità della Provincia di Napoli, Angela Cortese, che aveva sollevato il caso dopo aver visto i manifesti affissi ai muri della città partenopea, bollando la pubblicità come «ignobile e lesiva della dignità delle donne». E ricevendo assicurazione direttamente dal sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino del fatto che l’amministrazione comunale avrebbe rimosso quanto prima i cartelli.
Polemiche arrivano anche dagli ex compagni di lotta di Battisti, che si sono visti accusare dal terrorista dei quattro omicidi per cui è imputato in Italia.
Quelli che negli anni Settanta furono i membri dei Proletari armati per il comunismo (Pac), hanno infatti dichiarato di essere stati «condannati a trent’anni di reclusione ciascuno, e di avere scontato la pena fino all’ultimo minuto, a differenza dei pentiti che se la cavarono con qualche annetto di protezione da parte dello Stato». Giuseppe Memeo, Sebastiano Masala e, per Gabriele Grimaldi, sua moglie Pia, hanno aggiunto che «il silenzio, più delle parole, si addice per il rispetto delle vittime e per chi non ha mai smesso di soffrire». E mentre in Brasile 500 intellettuali firmano per dire “no” all’estradizione di Battisti, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha assicurato che il governo «farà di tutto per la restituzione all’Italia di un criminale assassino».
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Commenti inseriti 16 — pagina 1 di 3
meglio questa pubblicità che il sorriso strafottente del Battisti
Quanto a Battisti, per il momento se lo tengano pure i brasiliani, tanto in Italia ci costerebbe un bel po' di soldi a mantenerlo in galera. Comunque basta controllarlo e prima o poi si recherà in un paese dove c'è l'estradizione, e allora lo potrete beccare. Per quanto riguarda la pubblicità, ma perchè non han fatto vedere i poliziotti che infilano le mani nella cerniera di un uomo? a sti "puffoni" di pubblicitari non era bastato vedere la fine che avevano fatto i cartelloni di Dolce & Gabbana, ci sono ricascati con la volgarità contro le donne. Cara Fabiana quello che hai dato è un buon consiglio, per quanto mi riguarda lo sto già applicando e così tutte le mie amiche. Colpiamo i vari "puffoni" nella tasca e impareranno a comportarsi civilmente.
X Stand Watie
non ci sono state torture a Bolzaneto? mi sa che qualcuno potrebbe obiettare su questo.
Il popolo Cherokee? forse parli dei Klansmen.
Sono d'accordissimo con Burgman-Genova. Io a questo punto, glielo lascerei al Brasile ,che se lo tengano pure visto che ci tengono tanto. Ci sapremo regolare in futuro,anche se in passato,uno scherzetto del genere noi lo abbiamo già fatto al Brasile. Comunque, tornando a Battisti, ne facciano quello che vogliono,tanto,prima o poi, arriverà anche per lui il momento in cui non potrà più scappare.
x la redazione
vi ringrazio della buona volontà ma per pubblicarlo così era meglio censurarlo tutto !! Il senso del mio analitico intervento così non ha ne capo nè coda !!
La vita è un valzer ! sarà per un'altra volta !
Buon lavoro
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