Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 09/02/2010 h.23:17

Zia Emma implora: «Lasciate viva Eluana»
Decreto del Governo, Napolitano e Fini frenano

05 febbraio 2009
  | dal nostro inviato Paolo Crecchi

LA SITUAZIONE ALLE 21.30

Parla la sorella di Beppino Englaro. Ultime convulse ore: il decreto per bloccare la sospensione dell’alimentazione sarebbe pronto, ma i dubbi e le riserve di merito e di procedura del Presidente Napolitano e quelli del Presidente della Camera Fini bloccano tutto. Di fatto il decreto lascerebbe l’ultima parola a Napolitano aprendo, peraltro, un enorme conflitto istituzionale già paventato dalla Consulta. Interviene la Procura, sequestrate le cartelle cliniche

L’INTERVISTA ALLA ZIA DI ELUANA

«Io gliel’ho detto: Beppino, Dio te l’ha data e solo Dio te la può togliere. Lui ha risposto che allora io tradisco Eluana, e sono giorni che non mi parla più. Mi ha detto di non chiamarlo». Il tinello di Emma Englaro sposata Mori è a Sutrio, frazione Priola, il cimitero è a Paluzza in frazione Naonina. Due alture della Carnia che si guardano in faccia. Zia Emma tiene la foto della nipote in cima alla credenza, mentre gli ovalini cerchiati d’oro con le immagini un po’ pompose dei suoi genitori - i nonni di Eluana - sono nella tomba di famiglia. Gio Batta Englaro, morto il 3 agosto 1980. Jolanda Di Centa, mancata il 3 marzo 1995. Fra pochi giorni la foto della ragazza costretta a vegetare in un letto da 17 anni sarà messa accanto alla loro, perché forse già domani interromperanno l’alimentazione. I medici prevedono che potrà sopravvivere due o forse tre settimane, poi morirà. Il padre ha deciso che sarà sepolta qui, nel cuore del Friuli, tra le Alpi che segnano il confine con l’Austria e le acque vorticose del Tagliamento, in un presepe di larici e case di pietra, nella terra di origine della famiglia Englaro.

«Avrà avuto tredici o quattordici anni, non ricordo bene, quando mi parlò della morte la prima volta. Un suo amico era finito in coma irreversibile e lei era stata a trovarlo in ospedale. Ne fu sconvolta. Se dovesse mai succedermi qualcosa di simile, continuava a ripetere, lasciatemi morire: non ha senso vivere senza essere coscienti. Allora sembrava una reazione allo choc, e il fatto che non se lo togliesse dalla testa un’inquietudine da adolescente. Oggi a ripensarci mi vengono i brividi».

Eluana veniva spesso a Paluzza, a trovare i nonni e la zia, e anche lo zio Armando che ha una ditta di moquettes nella zona industriale. L’accompagnavano i genitori, era figlia unica amata e vezzeggiata. «Vivevano per quella ragazza. Mio fratello poi, aveva lavorato per anni in Germania e non l’aveva vista crescere. Mi diceva sempre: non vedo l’ora di diventare nonno, mi sono perso troppi bacini e troppe coccole di lei quando era piccola. Devo rimediare. Lo ripeteva ridendo ma io sapevo che era vero, le voleva un bene dell’anima e non si dava pace di essere stato lontano. Del resto, anche lei... Si sa come sono le bambine».

Attaccatissime al papà, complici, un po’ gelose, quasi sempre viziate. «Lei onestamente non lo era, ma mi parlava di Beppino con un calore che lasciava capire quanto fosse profondo il suo legame con lui. Non aveva ancora avuto fidanzati, non me ne ha mai accennato: si vede che non erano importanti, perché a me raccontava tutto. C’era ancora il papà nella sua vita, povera stella, era così piccola e tenera».

Priola e Noanina sono sepolte dalla neve, davanti alla casa di Emma Englaro e alla tomba di famiglia si affonda fino al ginocchio. La zia si asciuga gli occhi con il grembiule a fiorellini, al cimitero non c’è nessuno. Solo un cartiglio sul cancello che annuncia prossime esumazioni, ci sono altri due Englaro – Riccardo e Galliano, scomparsi nel 1985 e nel 1966 – che lasceranno il posto. Sono parenti lontani.

Passa Dino Di Bello, «rappresentante in pensione dei salumi Molteni», 75 anni, compagno di carte del nonno di Eluana: «Per la gente di qua lui era Purchil. Meno male che non ha vissuto fino all’incidente». La signora Jolanda, invece. Ha cominciato a morire quella stessa sera del 1992, se ne è andata tre anni dopo. »E ora la mamma, sapete»? Zia Emma scuote la testa: «Il dottore glielo ha detto tante volte, signora, provi ogni tanto a pensare a qualcos’altro. Deve. Se continua così muore prima lei». La mamma di Eluana si chiama Saturna. Avrebbe voluto chiamare la figlia Etrusca, «e Beppino figurarsi se non era d’accordo: troppo contento, lui, di avere una bambina. Ma quando è andato all’anagrafe gli hanno detto che quello non era il nome di un cristiano».

Eluana, dunque. La conoscevano il parroco, don Tarcisio, che ora prega per la sua vita davanti all’altare della chiesa che ha il campanile a cipolla, come nelle vicine terre d’oriente. Il sindaco, Aulo Maieron, che non si fa trovare per paura di dire cose troppo più grosse di questo paesino, tremila anime e qualche capannone industriale, una segheria, le villette di chi fa il pendolare con Tolmezzo e l’allevamento delle trote lungo la strada che porta al confine.

«Mio fratello morirà con lei. Lui non lo immagina, ma il giorno in cui staccheranno il sondino cominceranno a fermare anche il suo cuore, perché vorrà dire che davvero Eluana non tornerà mai più. E Beppino su questo non ha mai riflettuto. Lui pensa alla figlia come se fosse viva, e quindi sa che soffre e vuole farla smettere di soffrire. Ma se questo accadrà lui dovrà fare i conti con la sua assenza per sempre, e non sopravviverà».

Zia Emma parla piano e accarezza la fotografia che ha sistemato accanto a una bambolina, un angolo di tenerezza nel tinello della vecchia casa. Sta proprio al limitare bosco, oltre la fontana ghiacciata. L’ultima volta che lei è venuta a trovarla era con un’amica, si sono sedute sul bordo della fontana e sono restate un pomeriggio intero a ridere e a chiacchierare.

«Parlavano della scuola, della comodità dell’automobile. Maledetta automobile. Quella sera era andata a trovare un amico e lui si è offerto di accompagnarla, perché c’era ghiaccio sulle strade tra Lecco e Milano: magari gli avesse dato retta. Anch’io ho una figlia, si chiama Annarita e ha 48 anni. A volte penso che se anche Eluana fosse vissuta in Friuli, nella nostra terra... Ma sono discorsi senza senso».

Ora zia Emma piange piano, «non so cosa fare. Se scendere a Udine per salutarla l’ultima volta, e voglio vedere se non mi fanno passare: sono sua zia. Oppure se restare qui per non ferire mio fratello, perché lui lo sa che non condivido quello che sta per fare. Lo capisco perché è impazzito dal dolore, non lo giudico, trovo crudeli e ingiuste certe accuse nei suoi confronti: però è il Signore che prende e che dà, e il Signore non ha ancora deciso di prendersi l’anima di Eluana».

Quando succederà, lei verrà a riposare qui. Salirà i tornanti che da Paluzza portano a Naonina, si fermerà sul ciglione dove c’è una delle quattro chiese di don Tarcisio, costretto a celebrare la messa in ognuna delle frazioni di Paluzza, perché c’è la crisi delle vocazioni anche nel cattolicissimo Friuli. Spaleranno la neve, quel giorno. Dicono i medici che senza acqua e senza cibo Eluana morirà entro febbraio, e nel mese di febbraio nevica sempre moltissimo sulle montagne della Carnia.


COMMENTA INVIA STAMPA CONDIVIDI

Commenti inseriti 131 — pagina 1 di 14

07/02/2009 20:39 daniela, imperia.

Mi domando perchè la redazione ed il vice-direttore di questo giornale debbano continuamente giustificarsi per quello che scrivono.Mi sembra una cosa assurda.Ogni tipo di commento,scritto in ogni lingua possibile,viene pubblicato.Non oso pensare cosa sia scritto in quelli censurati,perchè leggendo il tenore di quelli pubblicati...In Italia,per ora,esiste ancora la libertà di leggere ciò che si vuole,se non ci piace si cambia.

07/02/2009 19:59 daniela, imperia.

Ma cosa volete che dica la zia.E' una signora già di una certa età,salita agli onori della cronaca suo malgrado.Che sia una persona molto semplice si evince da quello che dice e,soprattutto,dai modi con cui dice.La confusione che ha intorno la rispecchia nei ragionamenti,un po' Eluana voleva morire e un po' no,pensa alla foto che metterà quando sua nipote morirà....non sa se scendere o no...secondo me è lo specchio di quello che stà vivendo tutta la famiglia Englaro.Forse,come dicono in tanti,sarebbe stato meglio fare i fatti senza tanto clamore,ma non si sarebbe mai arrivati ad una legge,perchè tutto sarebbe passato in sordina.

07/02/2009 19:15 Redazione

Per Bruno Lizzio

Come ha visto, abbiamo pubblicato tutte le critiche al servizio che Paolo Crecchi ha realizzato con la sua consueta professionalità. Ma perché dovremmo metterci in discussione? Abbiamo fatto un’intervista, abbiamo sentito un’altra voce finora silenziosa eppure pertinente, abbiamo svolto il nostro dovere di cronaca. Non vedo quale regola di etica giornalistica abbiamo violato. Per noi le dichiarazioni di Emma Englaro sono una notizia. E le notizie vanno sempre pubblicate.

07/02/2009 16:21 mauro, genova.

«Stiamo operando al di fuori del servizio sanitario nazionale, in quanto si tratta di un servizio appaltato tra l'associazione "Per Eluana" e la casa di riposo». È un modo felpato per dire che a suo parere gli inviati del ministro Maurizio Sacconi non hanno alcun potere di interdizione.
hanno levato le tappe intermedie facendo un nuovo protocollo da come dice il corriere della sera se é vero sono fuori da ogni legge *** e vanno perseguiti

07/02/2009 14:23 Maurizia, Albissola.

solo assassini compreso i medici infermieri e ota
assassini hanno una coscienza ho lo fanno per lo stipendio assassini sarete puniti dal Cielo assassini


Vai alla pagina: [01] [02] [03] [04] [05] [06] [07] [08] [09] [10] [11] [12] [13] [14

CHIUDI
 Serve aiuto? Clicca i link corrispondenti

messaggio veloce
Hai ancora bisogno di aiuto? Scrivici:
invia il modulo cancella
CHIUDI
 Invia una segnalazione alla redazione de Il Secolo XIX

invia un testo
invia un file
invia il modulo cancella
CHIUDI

Caro lettore, ti chiediamo di registrarti per poter commentare gli articoli, ma non solo. La registrazione verrà usata da tutti i nuovi servizi che nei prossimi mesi rilasceremo sperando che li troverai utili e divertenti.

Per registrarti clicca il link 'registrati' nel box in alto a sinistra e scegli quali dati inserire: abbiamo messo un asterisco accanto a quelli obbligatori.

Ti preghiamo di fare attenzione nello scegliere un nome utente (ad esempio 'Giovanni88') e nell'inserire la tua email: questi dati sono essenziali e non possono essere cambiati.

Per lo stesso motivo usa la tua casella di mail che sei certo funzionare: una volta effettuata la registrazione ti sarà inviata una email di conferma con un un link di attivazione. Non dovrai fare altro che cliccare sul link e la tua registrazione sarà attiva.

Infine leggi attentamente le parti che riguardano il trattamento dei dati personali prima di dare l'assenso, in tutto o in parte. Il servizio di registrazione è a disposizione dei maggiorenni d'età.

Per accedere non devi fare altro che inserire il nome utente e la tua password nello box e cliccare su entra.

Il tuo profilo (clic sul link apposito sempre dal boxino in alto a sinistra) resterà modificabile, ad esclusione del nome utente