Mi ami? Ma quanto mi ami? Il vecchio tormentone di uno spot pubblicitario di un gruppo telefonico è spesso un tormento per chi subisce l’assedio di spasimanti che diventano sempre più insistenti e molesti, anche quando non sono offensivi o minacciosi. Parliamo di “stalking” (letteralmente perseguitare), ovvero della molestia consumata spesso al telefono, con chiamate indesiderate ad ogni ora del giorno e della notte. Una pratica probabilmente più diffusa di quanto non suggeriscano le statistiche delle denunce che arrivano sulle scrivanie degli ispettori di polizia.
Ma i molestatori legati alla cornetta o al telefonino potrebbero avere le ore contate.
Uno spezzino ha infatti brevettato un metodo per neutralizzare i molestatori.
«Oggi - spiega Dario Guerrini, inventore del sistema coperto da brevetto - chi vuole bloccare la ricezione di chiamate non gradite può realizzare un “filtro” si numeri preventivamente memorizzati. Perciò se una persona, pur gradita alla vittima dello stalking, chiama da un numero diverso non potrà sperare di ricevere risposta. Il mio sistema risolve di tale limitazione. Il blocco si supera componendo oltre al numero di telefono un codice di abilitazione della chiamata verso l’utente protetto».
Guerrini - 59 anni, origini umbre, studi in ingegneria e informatica, da vent’anni residente sulle sponde del Golfo dei Poeti - ha studiato il modo per installare il suo sistema direttamente nell’apparecchio telefonico ma c’è anche la possibilità che il “semaforo” alle chiamate moleste sia fornito come servizio agli utenti che ne fanno richiesta dalle società che gestiscono le reti telefoniche. Il modello - denominato “Semivà” - assicura anche la massima flessibilità di impiego: l’utilizzo si può programmare per fasce orarie pianificando la propria reperibilità. «La combinazione numero di telefono-pin di accesso - confessa Guerrini - mi è parsa così semplice da ritenere che fosse già disponibile. Poi ho riscontrato di avere messo a punto un sistema semplice ed efficace: una sorta di uovo di Colombo. Ho proposto Semiva a i maggiori osperatori di telefonia - confida Guerrini - ma a parte qualche generico apprezzamento non ho avuto riscontri».
Guerrini, titolare della ditta Gueda System, non è peraltro un inventore esordiente. A metà degli anni Novanta un suo marchingegno che consentiva di “leggere” lo stato del conto corrente usando il telefono e la tv come monitor fu adottato da una banca popolare. «Poi arrivò internet e il sistema, prodotto in duemila esemplari andò in pensione», commenta.
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Commenti inseriti 2 — pagina 1 di 1
Con stupore prendo atto che esisteva già qualcosa di simile, di cui non avevo trovato traccia e non posso che complimentarmi con Stefano Tonelli. Per fatalità inoltre, ci conosciamo e per ironia della sorte nessuno dei due sapeva che l'altro aveva trovato un'idea anti-molestie, altrimenti non l'avrei depositata. Non escludo che ci possano essere delle differenze degne di nota e di distinguo; non sarebbe il primo caso, ma prima è necessario confrontare le rivendicazioni con spirito obiettivo. Per parte mia non avrò difficoltà a riconoscere quanto dovuto.
Guerrini è un po' in ritardo. Ho brevettato nel 2004 (ma la richiesta era del 1999) esattamente lo stesso dispositivo. Il numero di brevetto è 0001322462 del 02/09/2004.
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