Sono tra i 25 e i 30mila, gli invalidi nella provincia spezzina. In tutta la regione sono 86mila. La Spezia si colloca quindi al primo posto in Liguria per la percentuale di invalidi rispetto al numero degli abitanti. E detiene questo “primato” nonostante che con il calo della popolazione sia diminuito negli ultimi anni anche il numero degli invalidi e di quanti percepiscono rendite per invalidità. Il dato, ipotizzato in assenza di dati ufficiali, tiene conto del numero totale delle pensioni di inabilità e invalidità pagate nella nostra provincia dagli enti interessati, ben 21.611 solo tra Inps ed Inail. Su un totale infatti di 33.615 rendite Inail pagate in Liguria a fine 2007 per infortuni sul lavoro (il dato nazionale è di 832.037), 10.402 (come risulta dal sito Internet dell'Istituto) sono destinate a cittadini spezzini: 2.893 per disabilità motoria, 2.674 per disabilità psico-sensoriale, 3.690 per disabilità cardio-respiratoria e 1.145 per altre disabilità.
Per fare un confronto che testimonia il calo di questo tipo di inabilità rileviamo che nel 2004 le rendite Inail erano invece 951.743 in tutta Italia di cui 40.538 in Liguria e 13.016 alla Spezia. Le rendite Inps versate ai disabili spezzini di tutta la provincia sono invece 11.199, come ci precisa la responsabile comunicazione della sede Inps spezzina. Ecco quindi il dato di 21.611 persone con pensione di inabilità (del lavoro o civile) alle quali bisogna aggiungere quelle inabili per cause di servizio o di guerra (le cui pensioni sono pagate dall'Inpdap) ed i disabili avviati al lavoro (e quindi che non percepiscono pensione). E considerando che molti invalidi non raggiungono la soglia della percentuale del 66,7 per cento che porta alla concessione degli assegni e delle pensioni, si può presupporre un numero totale di invalidi vicino o superiore alle 30 mila unità, quasi il 14 per cento della popolazione della provincia, e quasi tre volte la media nazionale del 4,8 per cento.
In tutta Italia al 1° gennaio 2004 (ultimo dato disponibile) erano 1.663.000 persone tra ciechi, sordomuti, disabili motori e mentali, che percepivano pensione, assegno di accompagnamento o tutti e due gli emolumenti (di cui circa 900 mila con la pensione minima di 246 euro), un numero in crescita costante visto che nel 1995 (altro preciso anno di riferimento) erano 1.400.000 e ricevevano dal ministero dell'Interno che allora le gestiva, altrettante pensioni di invalidità civile. Oggi, secondo i dati del ministero della Solidarietà Sociale aggiornati al 4 agosto scorso (si tratta di una stima), vi sono in Italia circa 2 milioni e 824 mila persone disabili (di cui 1 milione 864 donne e 960 mila uomini) di cui oltre 190 mila ospitate nei presidi socio-sanitari, pari al 4,8-5 per cento della popolazione, ed 86 mila, dicevamo, sono stati censiti in Liguria.
Molti disabili anche alla Spezia sono stati avviati al lavoro (1.768 di loro risultavano iscritti nel 2001 alle liste di collocamento obbligatorie e 95 erano avviati al lavoro quell'anno) ed altri lo saranno se verranno seguite anche dalle aziende private le nuove normative di legge. A riprova del gran numero di disabilità che affliggono la popolazione spezzina che ha tra le concause il positivo dato di una considerevole longevità, i 1.994 pass auto rilasciati dal Servizio Mobilità del Comune della Spezia ed attualmente attivi, di cui 352 nell'ultimo anno tra nuovi e rinnovi (la revisione viene fatta ogni 5 anni).
A proposito di pass auto va ricordato che da quando sono stati istituiti ne sono stati rilasciati 3.509. Non sempre gli utilizzatori ne hanno goduto in maniera corretta, in diversi casi abusando della concessione anche quando l'auto non era a disposizione del disabile.
Un ultimo dato altrettanto significativo è quello dell'Ufficio Invalidi Civili dell'Asl spezzina di Via Fiume che riceve ogni anno tra La Spezia e Sarzana circa 11 mila domande per richiesta di visite e accertamenti, molte legate ad aggravamenti (per ottenere la pensione occorre una riduzione della capacità lavorativa del 66,7 per cento) ma molte a nuove patologie. Ad occuparsi di questi oltre 30 mila disabili e invalidi di tutta la provincia (quelli gravissimi sono una esigua minoranza), che costituiscono un vero e proprio pianeta spesso inesplorato o quantomeno mai sottoposto ad un'indagine conoscitiva, in diversa misura gli uffici assistenza dei vari Comuni, l'Asl, l'Inps, l'Inail, l'Inpdap, associazioni private come Amas (Associazione Nazionale Alzeheimer), Ens (Ente Nazionale Sordomuti), Uic (Unione italiana Ciechi), Afap (Associazione Familiari ammalati psichici), Anffas, Anmic, Anmil, Anici, Istituto Santi ed altre che spesso svolgono attività di vera assistenza con largo impiego di volontari specie nel sostegno ai malati psichici.
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Commenti inseriti 3 — pagina 1 di 1
..mah... è vero che Spezia è sempre più vecchia, spopolata, e via via meno dinamica (non c'è impresa), ma qui mi sa che si esagera con l'attitudine quasi-parassitaria..
Non si può generalizzare certamente ma i falsi invalidi, piaga tutta italiana legata a anni e anni di clientelismo (e La Spezia è famosa per tali evenienze.....), determinano pensioni, erogazioni,ecc. a favore degli invalidi somme risibili, somme che in nessuno stato europeo vengono erogate, somme che ricordano una sussidarietà da terzo mondo!
Ci vorranno, come ha giustamente evocato il ministro Brunetta, sei controlli, diversi da quelli che stanno effettuando adesso le Commissioni dell'Inps che a chi vogliono, in quanto amico dell'amico, dispensano invalidità inesistenti e ai veri invalidi resta la possibilità di lunghi, annosi, estenuanti ricorsi in sede giudoziaria dopodichè occorrerà adeguare tali emolumenti perchè ora sono da fame!
una bella verifica targata 2008-2009 no??? troppi furbetti ancora da punire in questo paese......e intanto lavorano in nero (voce di popolo voce di Dio)
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