È morto oggi all’Ospedale San Martino di Genova Alfredo Bellani, 41 anni, l’ operaio di una ditta edile di Vezzano Ligure (La Spezia) caduto ieri pomeriggio dal ponteggio dove lavorava. Bellani, che si era procurato gravissime fratture e lesioni al torace e al volto, è morto poco dopo le 13 senza riprendere conoscenza. L’operaio era stato soccorso e trasportato al San Martino di Genova con l’elisoccorso e il 118, ma già all’arrivo al San Martino le sue condizioni erano state valutate come gravissime e le conseguenze dell’incidente si sono rivelate irreversibili per il giovane edile di Vezzano.
L’incidente si era verificato l’altro ieri e il decesso di Bellani porta il tragico bollettino delle vittime del lavoro in Liguria a quota 20, il doppio dlel’anno scorso.
Le prime reazioni sindacali e politiche a Spezia sono state quelle della federazione provinciale di Rifondazione Comunista ha espresso «una dura, ennesima, condanna alle sciagure delle morti e degli infortuni che falcidia da anni l’intera classe lavoratrice» e ha invitato «l’intero mondo istituzionale e dell’imprenditoria ad essere estremamente vigile e efficace afffinché questi tragici casi non si ripetano piu»`. In una nota, redatta nel pomeriggio dopo aver appreso della morte dell´ operaio edile caduto ieri alla Spezia da un ponteggio sul quale lavorava, il Prc spezzino invita alla riflessione sulle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pronunciate durante la 58/ma giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro.
La notizia dell’ennesimo decesso e di una vittima del lavoro è caduta nella giornata in cui è stata celebrata proprio la sicurezza sul lavoro anche a Genova su iniziativa dell’Anmil. I dati confermano una strage bianca e la morte di Spezia arriva a pochi giorni dalla tragedia di Scarpino. Raddoppia infatti a Genova e in Liguria nei primi diemìci mesi del 2008 il numero delle vittime di incidenti sul lavoro: 21 contro gli 11 dello scorso anno senza “contare” chi è ancora in terapia di riabilitazione o in convalescenza per le conseguenze patite in incidenti gravi.
A presentare i recenti dati Inail è Marco Prevignano, presidente provinciale dell’associazione mutilati e invalidi del lavoro (Anmil), nel corso dell’assemblea annuale dei soci in occasione della 58/ma Giornata nazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro. All’assemblea erano presente l’assessore regionale al lavoro Enrico Vesco e alcuni rappresentanti delle istituzioni civili e militari genovesi. Se nelle altre regioni e città italiane il numero degli incidenti sul lavoro è in diminuzione, in particolare quelli mortali, «a Genova e in Liguria non è così - ha detto Prevignano -. Nel capoluogo ligure infatti, quest’anno le morti bianche sono state 9 (contro le 5 del 2007), mentre nella regione complessivamente il numero è salito a 21 incidenti mortali a fronte degli 11 dello scorso anno».
Dati da aggiornare visto il ripetersi di morti bianche, ultima solo in ordine di tempo quella dell’operaio di 33 anni a Scarpino. Significativi anche i dati dei decessi provocati dalle malattie professionali, la cui prima causa a Genova e in Liguria resta il mesotelioma provocati dall’esposizione all’amianto, «il cui picco si stima possa essere raggiunto nel 2014: quasi cento ogni anno, con inquietanti risvolti anche per quanto riguarda le scuole genovesi con la malattia che nell’ultimo anno ha colpito due bidelle in servizio negli edifici del Comune di Genova.
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