AZZERARE i dirigenti, i consulenti e consegnare le chiavi dell’azienda a un amministratore unico, una sorta di commissario, se non liquidatore, però in grado di assicurare la gestione con polso fermo e rigore, in attesa di tempi migliori.
Del tutto critici verso il piano industriale presentato l’antivigilia di Natale dall’amministratore delegato, Ivan Strozzi, i gruppi del centrodestra in consiglio comunale invocano la “cura da cavallo” per alleviare l’agonia di Acam.
Lo fanno citando “le cifre dello scandalo”: perdita d’esercizio di 28 milioni di euro nel 2008, indebitamento finanziario netto salito a 246 milioni, 100 milioni di debiti con i fornitori nel 2007, 500 milioni “bruciati” in cinque anni, dal 2003 al 2008.
Paolo Messuri, Lorenzo Brogi, Paolo Asti, Maria Grazia Frijia (Forza Italia), Giacomo Gatti, Sauro Manucci (Alleanza nazionale), Gianluigi Burrafato (La città ideale), Giancarlo Di Vizia (Lega Nord), Angelo Majoli (Lista Schiffini) definiscono il caso Acam «un’autentica vergogna di cui gli amministratori di questa città devono rendere conto ai cittadini e di cui devono trarre le conseguenze» e bocciano il piano industriale presentato da Strozzi.
«Definirlo piano industriale, in verità, è un eufemismo - sostengono - La parte analitica va bene ma quella di prospettiva è assolutamente nulla, un coacervo di dichiarazioni di intenti e di “ma anche”. Mancano completamente idee, progetti, tempi, modalità. Tutto, insomma».
Gli unici dati certi - a detta del centrodestra - l’aumento delle tariffe e l’espulsione di 150-200 dipendenti nel periodo 2009--2012.
«Non permetteremo mai che parte del deficit venga ripianata attraverso questi strumenti», tuona l’opposizione che richiama ancora una volta il centrosinistra alle proprie responsabilità.
«Qui si tira a fare passare la nottata ma la situazione è devastante e forse qualcuno non se ne è ancora reso conto. L’ex sindaco Pagano che ha governato per dieci anni consecutivi, per esempio, non si è nemmeno sognato di assumersi un briciolo di responsabilità».
L’urgenza è di recuperare al più presto quei venti-trenta milioni di euro che servono per tirare avanti almeno per tre mesi.
«Chi fa il prestito-ponte e a quali condizioni? Quali le eventuali aggregazioni interessate ad Acam? Come chiudere il ciclo dei rifiuti? In che modo riorganizzare l’azienda? A queste domande doveva rispondere Strozzi e non lo ha fatto».
In altre parole - a sentire Fi, An, Lega e liste civiche - il cerino acceso è tornato nelle mani dei Comuni-azionisti e, quindi, dei cittadini-utenti che , come al solito, dovranno mettere mano al portafogli di fronte all’aumento delle bollette di acqua, gas e rifiuti.
L’altra cosa da fare subito, oltre all’augurabile ottenimento di un prestito ponte (”bridge loan” come lo chiama il piano industriale redatto da Vitale e associati spa, incaricata da Acam) per far fronte alle esigenze di cassa più immediate, l’azzeramento dei vertici dirigenziali e di tutte le consulenze. Insomma, chi ha sbagliato ed è responsabile della scellerata gestione aziendale, deve togliere il disturbo. Il centrodestra, infine, chiede al sindaco Federici si portare la discussione sul piano industriale di Acam in consiglio comunale prima che questo venga votato dall’assemblea dei sindaci.
Sempre ieri, il vicepresidente del consiglio regionale, Luigi Morgillo, ha presentato un’interpellanza per chiedere che la Regione, attraverso la finanziaria Filse, giochi un ruolo a favore del gruppo spezzino soprattutto nell’immediato. «Ora non è il momento di vendere Acam ma, per andare avanti un po’ di tempo con le proprie gambe, l’azienda ha bisogno di un aiuto - commenta Morgillo - Comunque, Federici deve assolutamente risolvere i nodi politici, primo tra tutti quello con Rifondazione comunista sul ciclo dei rifiuti, sennò non si va da nessuna parte».
Nel pomeriggio, al Camec, affollata presentazione-dibattito del libro di Renzo Raffaelli “Profondo Acam”. Dopo l’introduzione del collega Riccardo Sottanis, Raffaelli ha spiegato com’è nata l’dea di ripercorrere l’impervia strada intrapresa in questi anni dall’azienda spezzina, di svelare con spirito cronistico i retroscena di una gestione deficitaria, di raccogliere denunce e testimonianze. Ne è seguito un interessante dibattito. Molti, come detto i presenti in sala, tra cui il sindaco, Massimo Federici, l’assessore, Raffaella Paita, gli ex parlamentari, Egidio Banti e Sergio Olivieri, oltre a consiglieri comunali e amministratori locali, sindacalisti, dipendenti dell’azienda di via Picco.
COMMENTA
INVIA
STAMPA
CONDIVIDI
|
| AEROPORTO di GENOVA | ||||||
| PARTENZE | ARRIVI | |||||
| AZ 01386 ROMA FI... | FR 00972 LONDON ... | |||||
| 11.55 | | | 12.30 | 12.55 | | | 12.55 | |
| LH 03961 MUNICH... | BA 02688 LONDON ... | |||||
| 12.20 | | | 12.20 | 13.10 | | | 13.05 | |

Caro lettore, ti chiediamo di registrarti per poter commentare gli articoli, ma non solo. La registrazione verrà usata da tutti i nuovi servizi che nei prossimi mesi rilasceremo sperando che li troverai utili e divertenti.
Per registrarti clicca il link 'registrati' nel box in alto a sinistra e scegli quali dati inserire: abbiamo messo un asterisco accanto a quelli obbligatori.
Ti preghiamo di fare attenzione nello scegliere un nome utente (ad esempio 'Giovanni88') e nell'inserire la tua email: questi dati sono essenziali e non possono essere cambiati.
Per lo stesso motivo usa la tua casella di mail che sei certo funzionare: una volta effettuata la registrazione ti sarà inviata una email di conferma con un un link di attivazione. Non dovrai fare altro che cliccare sul link e la tua registrazione sarà attiva.
Infine leggi attentamente le parti che riguardano il trattamento dei dati personali prima di dare l'assenso, in tutto o in parte. Il servizio di registrazione è a disposizione dei maggiorenni d'età.
Per accedere non devi fare altro che inserire il nome utente e la tua password nello box e cliccare su entra.
Il tuo profilo (clic sul link apposito sempre dal boxino in alto a sinistra) resterà modificabile, ad esclusione del nome utente