Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 04/07/2009 h.11:32

Cogorno, operaio di 24 anni
trovato morto nel suo letto

06 gennaio 2009
  | Simone Traverso

I familiari del ragazzo increduli: «Soffriva di asma, ma in questi giorni stava bene». Il magistrato ha disposto l'autopsia

È un mistero, la morte di un giovane di 24 anni, Fabrizio Barba, scoperta domenica sera a San Salvatore di Cogorno. Il giovane, operaio ex dipendente del cantiere navale Yacht Service di Lavagna, è stato trovato nel letto della sua camera, dal papà Giancarlo, ma il decesso dovrebbe risalire alla notte fra sabato e l’altro ieri. Sarà l’autopsia a fare luce sull’ora esatte e sulle cause della morte. L’esame necroscopico è stato ordinato dal sostituto procuratore della Repubblica di Chiavari, Francesco Brancaccio, informato della disgrazia dai carabinieri di Lavagna. Il pm domani mattina affiderà l’incarico dell’accertamento post mortem, al dottor Marco Salvi, dell’unità operativa di medicina legale all’azienda sanitaria locale 3 Genovese. Gli investigatori al momento non si sbilanciano e non escludono alcuna ipotesi: «Il medico del “118” intervenuto sul posto ha annotato sul referto che il decesso è da addebitare a cause naturali - hanno spiegato gli inquirenti - ma vogliamo comunque fare piena luce su questa tragedia. Ora abbiamo una sola certezza: la vittima era sola nella casa, le porte e le finestre erano chiuse e sul corpo non sono stati trovati segni di violenza».

Stando alla ricostruzione dei carabinieri, confermata dalle testimonianze dei familiari del ventenne, la disgrazia è avvenuto nella casa dove Fabrizio viveva assieme al padre Giancarlo e al fratello Alessandro, in via privata Simonetti, a San Salvatore di Cogorno. Nel week-end però era rimasto solo. «Lo abbiamo sentito per l’ultima volta sabato sera, stava bene non aveva alcun problema né manifestava sintomi di una qualsiasi malattia - dicono Alessandro e il padre Giancarlo - Soffriva da tempo d’asma, ma riusciva a tenere sotto controllo eventuali crisi. Lo abbiamo trovato nel suo letto. Indossava ancora il pigiama. Le stoviglie usate per cenare la sera di sabato erano regolarmente riposte nella lavastoviglie. Non abbiamo trovato scatole di medicinali aperte né tracce dell’uso di farmaci. Insomma Fabrizio stava bene, non riusciamo a capire che cosa sia accaduto». A scoprire il cadavere, come detto, è stato il papà del ventenne. Domenica alle 14 aveva provata a telefonare al figlio, ma non aveva ottenuto risposta. Giancarlo non si era preoccupato e alle 18 è finalmente tornato a casa. Giunto in via Simonetti, ha provato ad aprire la porta, ma la chiave di Fabrizio era inserita nella toppa. L’ha chiamato, ha urlato il suo nome, ma non è servito a nulla. Il genitore del ventenne ha telefonato anche agli amici del figlio, ma loro hanno confermato di non aver avuto notizie di Fabrizio dalla sera precedente. Allora il padre si è arrampicato sul terrazzo e, dalle finestre chiuse, ha visto il giovane esanime nel suo letto. «Ho sfondato il vetro e sono entrato, ma il corpo di mio figlio era già freddo». Non è solo la Procura a voler sapere che cosa ha provocato la morte di Barba: «Anche noi aspettiamo risposte dall’autopsia - aggiungono i familiari - poi porteremo la salma di Fabrizio in Toscana, per seppellirla accanto a nostra mamma».


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