Le ha dato tormento per mesi, le ha tolto il sonno e la serenità trasformando la sua vita in un incubo. «Mi aspettava sotto casa, sul pianerottolo, mi diceva che mi avrebbe ammazzato se mi fossi incontrata con qualche uomo. Un tormento, un incubo» ha denunciato una quarantacinquenne romena, che vive a Cengio, ai carabinieri. Lo sfogo è di venerdì sera dopo che la follia del suo molestatore ha raggiunto l’apice.
Giampiero Gaggero, 50 anni, nato a Rialto e residente a Finale Ligure, ha tentato di violentare e sequestrare la donna che da due anni tempestava di attenzioni morbose non corrisposte. Erano circa le 22 di venerdì quando la straniera è tornata a casa e aprendo la porta si è sentita spingere dalle spalle. Era il finalese che come già altre volte s’era appostato sul pianerottolo per sorprenderla. L’ha spinta dentro e poi gettata a terra.
È iniziato un incubo di pochi ma interminabili minuti. «Mi ha picchiato e cercato di spogliare - ha denunciato lei ai carabinieri - ho cercato di fuggire ma mi braccava come una furia per la casa. Sono riuscita ad arrivare alla finestra e urlare “aiuto aiuto” ma lui mi ha subito chiuso in bagno e pestata. Mi ha ferito al volto con un pugno e ad un braccio piegandomelo.
Ha disfatto il letto per portarmici sopra ma a quel punto si è inciampato nel cavo della televisione e così sono riuscita a fuggire verso la porta e poi giù per le scale (abita al primo piano, ndr) e quindi in strada. Una volta all’esterno ho fermato la prima auto che passava, un’Alfa 147 grigia guidata da una giovane donna, e ci sono salita sopra chiedendo aiuto e urlando di terrore. Ero scalza, semi svestita e sotto choc.
Pochi secondi ed è arrivato anche lui come una furia. Ha iniziato a colpire l’auto urlando che scendessi. Per fortuna siamo riusciti a ripartire e fuggire verso la stazione dei carabinieri cui nel frattempo abbiamo dato l’allarme. Un incubo. Indescrivibile». Una volta raggiunta dai militari la donna era sotto choc ma ha raccontato la drammatica sequenza e spiegato chi era l’aggressore in modo preciso.
«So chi è perchè da due anni mi tormenta ma non abbiamo mai avuto un rapporto perché l’ho sempre respinto» ha detto lei. È così partita la caccia dei militari della Compagnia di Cairo che poco dopo hanno individuato e fermato Giampiero Gaggero. L’uomo è stato così arrestato per tentata violenza sessuale, violazione di domicilio, sequestro di persona, lesioni e violenza privata. Ha nominato un avvocato difensore di Finale, Luca Battaglieri, che domattina lo assisterà nell’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip Barbara Romano. Il pm Alberto Landolfi che coordina l’inchiesta ha già chiesto la custodia cautelare in carcere.
«É un uomo che proviene da un periodo difficile, tormentato - dice il suo difensore - personalmente ho curato la separazione della moglie e so che hanno sofferto entrambi. Di lui sapevo che aveva intenzione di mettersi con una donna della Valbormida ma particolari più precisi non ne conoscevo».
Ad appesantire il quadro accusatorio c’è il fatto che la vittima ha denunciato ai carabinieri di aver già segnalato il problema di un appostamento dell’uomo nei giorni scorsi. Sabato scorso aveva infatti chiamato il 112 perché l’uomo non voleva andarsene da sotto casa. E poi ci sono alcuni inquietanti precedenti specifici dell’uomo sintomatici di un’aggressività particolare verso le donne.
«Ci conoscevamo da due anni - ha concluso la romena - ma non abbiamo mai avuto un rapporto. Lui avrebbe voluto e mi ha inseguito al punto da costringermi persino a cambiare casa, da Millesimo a Cengio. Non ne potevo più, è stato un lungo incubo». Oltre ad incontri e appostamenti ha raccontato di minacce e di una folle gelosia.
«Diverse volte mi ha minacciato di morte se mi avesse visto con qualcun altro» ha aggiunto. Tutti particolari che oggi, alla luce degli ultimi fatti, impongono doverose considerazioni sul fatto che quest’uomo separato, senza lavoro, in precario equilibrio (era stato seguito da personale specializzato dopo la separazione), persino con precedenti, fosse comunque libero di molestare una donna per mesi senza che nessuno intervenisse.
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Commenti inseriti 4 — pagina 1 di 1
cancellato- scritto tutto maiuscolo
Risposta al quiz: xchè in Italia vogliamo fare credere al mondo che i ns. uomini sono migliori di tutti gli altri, che le ns. donne corrono più rischi con gli stranieri.Che a massacrare, stuprare, tormentare le donne sono soltanto gli stranieri e non i ns. concittadini.Tutto falso, anche fra i maschi italiani ci sono un mucchio di farabutti.Talmente vigliacchi,infami e meschini che non sono nemmeno in grado di capire quando una donna dice loro basta.E quando una donna dice basta vuol dire che ha sopportato fino all'estremo limite i comportamenti animaleschi del suo ex. Inoltre c'è la pessima convinzione che non si deve intervenire fra coniugi o ex, così botte e violenze proprio in famiglia, quella famiglia che viene tanto decantata da politici e religiosi,i quali si comportano come le tre scimmiette:non vedo,non sento,non parlo e continuano a ronfare sull'argomento. Risultato per le donne ci sarebbe meno pericolo a pattugliare in Afganistan che a vivere in certe famiglie.
..stessa situazione di Luca Delfino cosa aspetta il giudice ad intervenire? che ci scappi il morto? dato che viene pagato profumatamente da noi contribuenti che applichi la legge nel modo più drastico visto che i pressupposti ci sono tutti.-
Quiz: una romena viene aggredita da un italiano; commenti, nessuno. Se le nazionalità fossero state invertite, quanti fenomeni avrebbero urlato basta con questi stranieri, tornino tutti a casa loro? Il Secolo di oggi è pieno di notizie di atti violenti commessi da italiani. C'è poco da gioirne, ma la cosa deve farci riflettere ogni volta che stiamo per iniziare una crociata xenofoba: i violenti, così come gli idioti, non hanno passaporto.
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