DOPO LE POLEMICHE di dieci mesi fa seguite alla Messa “in latino” - o meglio con la liturgia preconciliare - celebrata a Celle, la Diocesi di Savona Noli è pronta ad accogliere le esigenze dei fedeli che sostengono il vecchio rito. Così presto, la Messa con l’antica liturgia in latino sarà celebrata con regolarità e probabilmente proprio in un oratorio di Savona.
Tutto inizia domenica 25 novembre 2007. Un gruppo di fedeli savonesi, a seguito del “Motu Proprio” di Papa Benedetto XVI , il documento che riapre alla Messa col vecchio rito, decide di passare dalle parole ai fatti:«Tutto è partito con la messa nell’oratorio di Celle - racconta Guido Ferro Canale uno dei due organizzatori - abbiamo chiamato un sacerdote da fuori per celebrare con la “vecchia” liturgia e abbiamo fatto il pienone, raccogliendo un centinaio di fedeli. La messa è andata bene, il seguito molto meno». Il giorno dopo infatti la Diocesi blocca le celebrazioni con l’antico rito fino all’arrivo del nuovo Vescovo. Come a dire “fermi tutti, parliamone”. E in effetti nei mesi successivi, con monsignor Lupi appena insediato a Savona, inizia una fitto scambio di corrispondenza e di idee.
«Ci siamo rivolti al Vescovo perché la celebrazione occasionale ha rotto il ghiaccio, ma abbiamo deciso di essere più cauti anche per fare qualcosa di più regolare - spiega Ferro Canale - nel frattempo, con una cinquantina di fedeli sparsi tra Savona e Varazze abbiamo creato la sezione savonese di “Una voce italia” un’associazione che sostiene la Messa di San Pio V»
E’ questa infatti la corretta definizione della Messa che, per semplicità, è definita “in latino”. In realtà non cambia solo la lingua, ma tutta la liturgia, quella per intenderci col sacerdote rivolto quasi sempre verso l’altare. Per molti una Messa superata e amata solo dai nostalgici, ma Guido Ferro Canale, giovane cellese che studia giurisprudenza, non la pensa affatto così:
«Ho 24 anni accusare me di nostalgia è assurdo - ribatte - ho scoperto su internet che celebravano la vecchia Messa a Genova nella chiesa di S.Carlo in via Balbi, sono andato e sono rimasto folgorato tanto che poi tornavo tutte le domeniche» E d’accordo con lui diverse decine dei fedeli.
«Perchè ci piace questo rito? - prosegue Ferro Canale - perchè è più vicino al nostro modo di sentire la fede e poi lo ha detto lo stesso Benedetto XVI “Molti giovani trovano in questo rito una forma adatta per loro di incontro con la Santissima Eucarestia”» «La liturgia di oggi spesso non è seguita alla lettera - aggiunge - ci si è messi in testa che si devono fare certe cose per avvicinare a tutti costi la gente e soprattutto i giovani, ma è un concetto sbagliato». «E il latino non è certo un problema visto che si usano i foglietti con la traduzione - ribatte - la cosa importante comunque è che il vecchio rito da molta più importanza al silenzio, alla riflessione».
«Speriamo di poter celebrare presto questa Messa nel 2009, può darsi che il decreto di autorizzazione arrivi prima ma bisognerà fare le prove anche col sacerdote - conclude Ferro Canale - la sede ideale sarebbe un oratorio di Savona, sarebbe più comodo per tutti»
Dunque si attende la risposta dal Vescovo che, pur con le dovute cautele, si dice disponibile:«Questo gruppo mi ha contattato, ma ora non mi hanno più cercato e dunque è tutto fermo - afferma monsignor Vittorio Lupi - alle condizioni previste dalla Chiesa, possiamo concedere quello che il Papa ha voluto si concedesse, non ci saranno problemi» «Per il momento non abbiamo ancora stabilito “se” e quindi neppure “dove” sarà celebrata questa Messa - spiega il Vescovo - di sicuro si potrà fare nella zona dove siano più numerosi questi fedeli e poi occorrerà trovare un sacerdote che sappia celebrare con la vecchia liturgia»
«Ovviamente non è una delle priorità della Diocesi - aggiunge - non sono molte queste persone, ma è giusto che si tenga conto della loro sensibilità e ben volentieri andiamo loro incontro pur non essendo il massimo della nostra aspirazione visto che il Concilio Vaticano II ha aperto prospettive nuove per la Chiesa» «A volte però ci sono interpretazioni troppo aperte - ammette Lupi - forse è per questo che alcuni vogliono il passato, perché in alcuni casi volte la liturgia “nuova” viene banalizzata e in effetti mancano momenti di silenzio. Noi invece dobbiamo stare molto attenti, perché la gente capisca bene la riforma e la viva»
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Commenti inseriti 4 — pagina 1 di 1
Una carnevalata la fate diventare voi la S. Messa, che è, se non lo sapevate, rinnovazione incruenta del sacrificio della Croce. Vorrei sapere come si può anche solamente immaginare di comprendere il Mistero che aleggia nella S. Messa. Qui non si tratta solo di latino, ma di rito. Informatevi prima di parlare e, per di più, vi informo di una cosa: le letture vengono lette anche in traduzione durante la celebrazione e l'omelia è chiaramente in lingua volgare. O si tratta di pretesti per iattizzare sterili polemiche da parte filo-protestante? Vorrei sapere quanti fedeli leggono la Sacra Scrittura e quanti riescono a capirla tra voi 'nuovi cattolici'...
Condivido pienamente il pensiero di Luciana.
Le Sacre Scritture in lingua elitaria, servono solo per mantenere nell'ignoranza la massa dei fedeli e far si che il fondamentalismo abbia buon gioco.
Martin Lutero capì che per avvicinare il popolo alla Fede la parola di Dio doveva essere capita dal popolo e non imposta dall'alto Clero. E, grazie alla stampa di Gutemberg, fece stampare la Bibbia nelle lingue parlate dal popolo. In ogni famiglia c'era una Bibbia. Negli USA per anni anche nelle stanze d'albergo si trovava a disposizione la Bibbia.
Tra i Protestanti vi sono profondi conoscitori delle scritture, tra i Cattolici la Bibbia entra nelle case del popolo solo dopo il Concilio Vaticano II, 500 anni dopo Lutero.
Peccato che tra i cattolici ci siano molti che pensano che il Latino sia la lingua della Fede. Ma se Gesù neanche lo parlava il Latino, in quanti lo avrebbero seguito se avesse usato l'idioma dei conquistatori.
Rischiamo di trasformare la S.Messa in una Carnevalata.
Il latino lingua per il dialogo fra i popoli? Mi scappa da ridere!
Domani ci provo a parlare in latino con qualche turista per strada per vedere come va questo dialogo...
Sono cresciuta con la messa in latino a spanciarmi tra i banchi dalle risate per come venivano recitate le varie preghiere in lingua latina (che già all'epoca dell'impero era comunque una lingua elitaria e non del popolo) ...
Il latino servirà ai fondamentalisti cattolici così come l'arabo coranico serve ai fondamentalisti islamici: lingue stramorte, parlate solo da una ristretta élite che desidera non contaminarsi col popolino...
Ho avuto anch'io occasione di assistere più volte al Sacro Ufficio in Latino. Trovo che sia un modo per riannodare i fili della nostra storia, di riconoscerci figli di una cultura che ha saputo coniugare le aspirazioni più profonde dell'uomo con la sua semplice quotidianità. Il latino è la lingua ufficiale della Chiesa: una lingua comune serve a creare il dialogo fra i popoli, una lingua antica e immutabile serve a sentirci figli dello stesso passato e proiettati verso uno stesso futuro.
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