Margonara, Crescent, Parco Doria, Metalmetron, Binario Blu, Legino. Ma la discussione su tutto ciò ha a che fare solo con il cemento? La politica culturale, nelle strategie dell’amministrazione Berruti, non è un mondo a sé stante. È invece concepita come uno dei pilastri sui quali fondare lo sviluppo e il rilancio, la costruzione della nuova identità cittadina nell’era postindustriale. Per questo, l’assessore alla cultura Ferdinando Molteni sceglie di intervenire su un tema che spesso è rimasto confinato al dibattito urbanistico. Un sasso nello stagno. Lo fa con durezza, prendendo di mira quella che in altri tempi si sarebbe definita «la borghesia dalla pancia piena» o, se si vuole, «l’intellighenzia» arrivata, soddisfatta e seduta. La definisce «una minoranza rumorosa e in pantofole», che spesso è la sola a far sentire la propria voce «e si spaccia per maggioranza». Dice che Savona sarà tra 4-5 anni «la città più bella della Liguria». Trova «splendida» la torre di Fuksas e definisce il Priamàr «un ecomostro del Cinquecento». Infine, si riallaccia a quello che il sindaco Berruti, annunciando il via libera alla Margonara senza alloggi, aveva definito i principi cardine delle scelte pianificatorie di Palazzo Sisto: «Riqualificare i siti dismessi e tutelare le aree non ancora insediate». Una tutela che cede il passo soltanto a due tipi di eccezione: i motivi sociali (l’edilizia popolare a Mongrifone) o le scelte produttive e di sviluppo. Tra queste, la Margonara. Molteni lo dice chiaro: «Noi non inganniamo i cittadini. La Margonara non è un sito da risanare, ma è una scelta di sviluppo».
Assessore, contro il via libera alla Margonara si sono subito levate le voci di dissenso di Roberto Cuneo, ma anche dell’ex senatore Pds Nanni Russo. «Ci risiamo. Appena il nome Margonara riappare nelle cronache giornalistiche, ecco spuntare i campioni dell’anticemento. Ed ecco spuntare ragionamenti agghiaccianti. Roberto Cuneo, ad esempio, se ne esce dicendo che, qualche anno fa, su sette candidati sindaci i cittadini hanno eletto l’unico che aveva nel programma la riqualificazione del porto. Di fronte ad un dato del genere un democratico dovrebbe inchinarsi. Invece no. Lui affonda, calpestando la volontà della maggioranza».
Quindi ritiene che la maggioranza dei cittadini sia favorevole a operazioni come questa, nel nome del lavoro e dello sviluppo. «La cosa singolare è che i campioni dell’anticemento sono tutti personaggi con dichiarazioni dei redditi impressionanti. Sono professionisti di grido, personaggi televisivi con ville in collina, giudici da prima pagina, ex-giornalisti con sontuose pensioni Inpgi, ex-parlamentari portati a Roma dagli stessi partiti che oggi attaccano, ex-candidati sindaci. Non mi risulta che tra i capi di questa singolare rivolta in pantofole ci siano salariati, precari, cococo, cocopro, edili, portuali, contadini. Probabilmente, a questi ultimi, il fatto che la città si sviluppi non dispiace poi tanto».
Berruti ha detto: sono il sindaco di tutti e non sono insensibile alle opinioni di chi vorrebbe salvaguardare la Margonara. «Sulla Margonara è necessario chiarire una cosa: non si tratta di un’operazione come quella di Bofill e del Crescent. In questo senso il sindaco è stato chiarissimo. Il porto andava risanato e rilanciato, l’area della Margonara è invece un’operazione tutta nel segno dello sviluppo. Tra cinque anni Savona sarà la più interessante e bella città della Liguria».
Fuksas le piace? «La torre è bellissima, frutto di genio e creatività e ha molto a che fare con la voglia di rivincita di questa città e della vicina Albissola. È facile fare dell’ironia sul vortice di Fuksas. Vogliamo fare qualche battuta sulla Torretta simbolo di una Savona piccola piccola o sul Priamàr ecomostro del Cinquecento? Niente di più facile. La lingua in bocca non ce l’ha soltanto il mio amico Vittorio Sgarbi».
Per chiarire: il punto non è che i savonesi debbano chiudere gli occhi di fronte agli obbrobri, nel nome dello sviluppo. «Certo che no. Il tema principale, oltre a quello serissimo dello sviluppo e del lavoro, è quello della bellezza. Dobbiamo chiederci, Savona è più bella ora o era più bella qualche anno fa? Chi rimpiange il silos delle automobili? E i vecchi capannoni dell’Italsider? E i giardini bunker? E il porto buio e senza gente?».
Perchè, allora, gli attacchi? «Non capisco perché Savona sia entrata nel mirino dei campioni dell’anticemento in pantofole. Ci sono ben altre località di cui occuparsi. A Finale è sorto un ecomostro spaventoso. Un assurdo blocco di cemento contenente box auto dove prima c’erano le fasce di uno degli ultimi contadini urbani. Dove erano gli amministratori quando uno sciagurato costruttore ha loro propinato questo “pacco”?».
Insomma, vi sentite nel mirino. «Sì. A volte mi chiedo perché nel mirino ci siano proprio Savona e Albenga, quest’ultima finita sotto i maldestri attacchi di un altro rivoluzionario in pantofole. Forse per non far notare gli scempi che le amministrazioni di centrodestra hanno fatto in Riviera? Savona è più bella di qualche anno fa. Lo stesso può dirsi di Finale, Loano, Alassio? Chissà se gli elettori se ne ricorderanno in primavera, quando si voterà per la Provincia».
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Commenti inseriti 12 — pagina 1 di 2
ciao a tutti gli amanti della vita....propria ed altrui........"VED. il povero PELUFFO" volevo fare i miei piu' sinceri complimenti a questo illustre assessore alla cultura visto che e' cosi tanto fiero di incrementare schifezze inutili a savona. in piu' mi chiedo ..........il perche' quello schifo di ospedale S.PAOLO sia ancora in quella condizione...dentro ci sono topi grandi come cani........in piu' non capisco perche' se proprio vogliono utilizzare del cemento non costruiscono case popolari per le tantissime famiglie disadagiate..........continuano solo ad inquinare con tutti sti vari giochetti solo ed esclusivaente per riempirsi la taschina.........fregandosene come sempre del parere di chi li vota o li mantiene.............tanto poi una volta fatto i soldini vanno a vivere.................in posti piu' salutari.........non mi resta che dire VERGOGNATEVI...........TUTTI.
Parte 3
La risposta non è facile però,se non ricordo male, non mi risulta che il sig. Molteni sia stato eletto e poi nominato assessore!
Perche alle prossime elezioni non prova a mettersi in lista e farci tacere con i voti di consenso che pioveranno a valanga per il suo ineguagliabile operato?
Parte 2
Da Lui ci aspettiamo però un peana per le rotatorie in plastica,per un torretta su cui anche lo stemma si vergogna di apparire, per una nuova Italsider che tra poco avremo e magari per un grattacielo a tornado di dubbia destinazione d'uso (come le ammiraglie!) che speriamo non sia come quella serra agricola sviluppata in verticale che già possiamo ammirare sul fronte porto.
Sicuramente cercherà di minimizzare le bellezze di un edificio ottocentesco in rovina,lo sfacelo di un complesso monumentale sulla collina di Miramare e ,non ultimo, l'abbandono di un contenitore come Palazzo S.Chiara.
Ma questo Signore, che pensa all'orto degli altri,cosa ha mai fatto e sta facendo per Savona?
Si domanda perchè le critiche non vengono da salariati, precari, cococo, cocopro, edili, portuali, contadini?
....segue
Parte 1:
Ho letto le dichiarazioni del sig.Molteni relativamente alle bellezze,attuali e future,della città di Savona.
Premesso che non abbiamo a che fare con Sgarbi,le cui provocazioni sono sempre per lo meno intelligenti, mi domando se l'Assessore alla Cultura (sic!) ha mai fatto un giro per Savona dove potrà ammirare:un tribunale pseudo conico,un asilo a piramide, una collina a conigliera, parcheggi per bici (su una memorabile pista ciclabile) disegnati sugli alberi.
.....segue
caro assessore,
nessuno discute il fatto inoppugnabile che Savona, negli ultimi anni, è cambiata radicalmente, sia nel suo aspetto esteriore che nella maggiore fruibilità della vecchia darsena.Nessuno rimpiange il vecchio detestabile silos, il porto deserto etc etc..Certo lasciano perplesse alcune scelte edilizie che non si capisce ancora bene dove vogliano andare a parare: che ne dice della torre malinconicamente deserta?Il Crescent lo immagina con un futuro più roseo?Speriamo non sia un'altra cattedrale nel deserto...Per quanto riguarda il porto turistico, è condivisibile il progetto di un vero porto turistico attrezzato e fruibile, ma bisogna per forza che sia caratterizzato da un'altra enorme costruzione?Mi sembra tanto che si voglia maldestramente imitare certe costruzioni della costa azzurra facendola fuori dal vaso.Per fare poi gli interessi di chi?
A proposito, gli scontenti non sono solo i pantofolai,chieda ai suoi concittadini.
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