Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 09/02/2010 h.10:22

Cacciatori caricati dai cinghiali,
un morto e un ferito

22 dicembre 2008
  | Alberto Parodi

Il cinghiale l’ha incornato come fa il toro con il torero quando riesce a riscattarsi. La vittima - un cacciatore settantenne di Dego - non se n’è neppure accorto visto che l’ungulato è arrivato da dietro e lo ha travolto come un treno. Per i problemi d’udito (indossava l’apposito apparecchio) non dev’essersi neppure insospettito per il rumore alle spalle. Una volta a contatto il cinghiale lo ha infilzato a una coscia e spinto giù da un dirupo facendogli fare un volo di una ventina di metri. Una scena agghiacciante.

Il cacciatore - Enrico Ferrari, 71 anni, molto noto in Valbormida perché titolare di una trattoria di Dego - non ha potuto far nulla per difendersi perché l’animale lo ha colpito con la zanna del muso prima che lui avesse la possibilità di sparare. Poi ci ha provato due volte, forse colpendolo con la prima cartuccia ma non in modo tale da placarne la furia. L’ungulato era come indiavolato perché inseguito dai cani che lo avevano sfiancato: deve avere scaricato sull’uomo la ferocia e la paura di un animale che si sente senza scampo, braccato.

Neppure il cacciatore ha avuto scampo. È morto per la recisione dell’arteria femorale. Dissanguato. La scena agghiacciante si è svolta sotto gli occhi dei compagni di battuta, che sono intervenuti appena possibile. Uno di loro ha abbattuto il cinghiale e poi chiamato i soccorsi. Purtroppo era troppo tardi per salvare Ferrari, già esanime sulla neve del bosco colorata di rosso dal sangue. Quando la macchina dei soccorsi si è attivata era già chiaro che serviva solo il medico legale per accertare il decesso e avvisare il magistrato.

Così è stato fatto ieri all’una nei boschi di località Madonna del Bosco, sulle alture di Cairo, dove la tragedia è avvenuta. Sul posto in pochi minuti sono sopraggiunti anche carabinieri, vigili del fuoco e operatori del 118 per accertare l’accaduto e avviare l’indagine di rito. I carabinieri hanno avvisato il pm Giovanni Battista Ferro che ha subito disposto accertamenti sul cadavere dell’uomo e sul cinghiale per capire se ci fossero dubbi sulla dinamica del decesso. Poi, quando è stato chiaro che la morte era la conseguenza dei colpi di zanna del cinghiale e non di una cartuccia “vagante” di qualche altro cacciatore o di chissà cos’altro, lo stesso magistrato ha dato il via libera per la rimozione del cadavere che è stato trasferito nella camera mortuaria. Già oggi arriverà il nulla osta per la sepoltura e verranno fissati i funerali del povero pensionato.

Enrico Ferrari era un cinghialista esperto, «di lungo corso» hanno detto gli amici. Dipendente Ferrania in pensione, vedovo, la caccia era una delle sue passioni. Ieri al momento della tragedia era in “posta”, fermo, vicino a una roccia. A quanto pare non ha sentito l’arrivo del cinghiale alle spalle, braccato dai cani, per via dei problemi d’udito che lo costringevano a usare uno speciale apparecchio acustico. Destino ha voluto che si trovasse in quell’istante proprio lungo un passaggio obbligato per l’ungulato in fuga. E così il grosso cinghiale - un maschio tra gli 80 e i 90 chili - non ha potuto evitare l’impatto con l’uomo.

Quando il cacciatore si è girato era troppo tardi: ha provato a sparare due volte ma senza fortuna. Quindi è scivolato sulla neve ed è stata la sua fine. Il cinghiale lo ha caricato e infilzato all’altezza della gamba recidendogli l’arteria femorale. Chi c’era racconta addirittura che il corpo ha roteato per diverso tempo, agganciato alle zanne dell’animale e poi è stato sbalzato lungo il dirupo facendo un volo di oltre quindici metri. Volo costatogli lo spappolamento della milza e numerose fratture interne.

«Ha fatto in tempo a riconoscermi, mi ha parlato per pochi attimi ancora, ho provato a soccorrerlo come potevo, ma con me non avevo nulla, poi è arrivato il 118 ma ormai era troppo tardi». Sono le poche parole che il medico Amatore Morando, ancora sotto choc, ha riferito ai soccorritori e ai compagni. È stato lui, il medico cacciatore, ad abbattere il cinghiale e a soccorrere per primo Ferrari con il quale dal mattino presto stava facendo quella battuta di caccia insieme a tre squadre di Cairo e Dego. «Gli ho sparato anche perché me lo sono visto venire addosso», ha aggiunto.


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Commenti inseriti 88 — pagina 1 di 10

24/12/2008 00:19 Fabio, Pegli.

Che c'entra il fatto che la gente muore di fame col fatto che alcuni si indignano per la caccia?

Con questo ragionamento non si dovrebbe più parlare di sport, o andare al cinema, o perfino impegnarsi nel sociale, perchè tanto ci sarà sempre "qualcosa di più grave" che avrebbe meritato maggiori attenzioni.

E cosa c'entra anche la (presunta) ignoranza dei censimenti, dei piani di abbattimento, delle normative venatorie?

Se io sono contrario all'uccisione di un essere vivente, che pensa, prova emozioni e soffre esattamente come noi, di tutto quello NON MI IMPORTA ASSOLUTAMENTE NULLA.

Troppo difficile da capire, per chi pensa che alla specie umana sia "divinamente" assegnata la superiorità su tutto e tutti. Io non credo alla superiorità di nessuna razza sulle altre, ma neppure di nessuna specie.

Io ho diritto di vivere la mia vita, e lo stesso quel cinghiale che si è visto assalito, ferito e braccato dai cacciatori. E si è semplicemente difeso, anche se purtroppo non abbastanza.

23/12/2008 22:36 Emy x Giovanni

Caro Giovanni : io mi definisco animalista convinta e tale sono ,ma disinformata proprio no ! Disinformato appari tu,se vuoi negare che i permessi di caccia sono oggi rilasciati senza visite accurate,se neghi che i cinghiali sono stati oggetto di ripopolamento ,col rilascio di camion di femmine gravide (parlo di 15 anni fa ),se provi a negare che ora la ****** ********** ******* ******** ***** ***** *********** *********** *******,sei disinformato se pensi che non sei tu ( e noi ) a pagare questi danni,I danni li paga la collettività,in compenso lo stato incassa,gli armieri si ingrassano,i cacciatori si divertono e....qualche volta.... muoiono.... Anche il rischio muove l'adrenalina ed è quello che dà la spinta ai cacciatori ,oltre al fatto ,poi, di riempirsi la bocca al bar raccontando le loro imprese.... Non li hai mai sentiti ? Cordialmente....ma mica tanto....

23/12/2008 21:56 francalanci, milano marittima.

GB Genova condivido appieno. Solidarietà alla famiglia del cacciatore e del cinghiale

23/12/2008 21:12 Sergio, Genova.

cancellato- contenuti non pertinenti

23/12/2008 20:44 gianfranco, londra.

cancellato- contenuti non pertinenti


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