Il più vecchio e il mare. Va bene come titolo? «Sì, ci può stare». Jesolo per nascere; Cagliari, Reggio Calabria, Ancona e Genova per giocare. Elemento in comune, tutte città d’acqua salata: «Il mare, per me, significa tutto». Al Grifone, la più lunga militanza dopo capitan Marco Rossi e l’età più veneranda tra i giocatori, 36 anni ad aprile. Alessio Scarpi, il pescatore. «È la mia passione, da quando mi ci portavano i miei zii, da bambino. Serve a staccare con la testa, mi rigenera». E, così, aiuta in un ruolo che è una missione: il secondo portiere. «So cosa significa: proporre consigli e soprattutto essere un amico, che aiuta e non dà fastidio». Santiago, il vecchio di Ernest Hemingway, è Scarpi. Manolo, il ragazzo, è Rubinho. Quella con i guantoni, posizione da solitari, per gente che tiene l’occhio sull’orizzonte. Come l’uomo di mare. Ma quando sei il “dodici”, l’individuo finisce per fondersi nell’insieme: «Sai che giocherai meno, però lavori per formare il gruppo, per il bene della squadra». E Alessio il pescatore s’immerge nel suo Genoa.
L’aveva detto il Giaguaro, Luciano Castellini: «Il ruolo del portiere si sceglie. È come fare il prete, si deve avere una vocazione». Vale per Scarpi, anche se da giovanissimo, più che per il pallone, ha conosciuto l’illuminazione per l’amo. «Da sempre ho vissuto a contatto con il mare, anche per le opportunità che mi si sono presentate in carriera. Sono un uomo di mare». E uomo di pesca. «Mi piace, di qualsiasi tipo, a terra o in barca. Non ne ho una mia, ma gli amici mi portano. Assapori la pace e il contatto con la natura. Ed è un toccasana: nei momenti di stress calcistico o di vita, ti rilassa».
Compagni di squadra che son compagni di lenza? Un marinaio di Crotone e uno di Spalato.
Francesco Modesto, a Reggio Calabria, andava di bolentino o mulinello elettrico, per totani e pesce spada: «Con lui ci stiamo organizzando per uscire, ma ci sono i bambini piccoli che prendono tempo... magari tra un po’ porteremo loro a pescare...». Come gli zii facevano con Scarpi da bambino.
Poi, altro uomo di mare, Ivan Juric: «Siamo andati qualche volta insieme». Ma solo il rumore delle onde in sottofondo, i gusti musicali sono diversi. «Io sono legato a Genesis, Pink Floyd, Police, Springsteen, cose di questo genere. Mi piace molto andare ai concerti». Anche a Juric, però heavy metal... «No - ride - quel casino...». Ok, le onde e basta. «Con Ivan una volta siamo andati da mattina e sera, abbiamo anche preso e cucinato». Voi ai fornelli? «La mia compagna... E poi, mi piace pescare ma non sono un fenomeno, i risultati sono scarsi».
Nella Sampdoria c’è Angelo Palombo che va a pesca. Derby? «Magari è bravo. Ma se anche lui prende poco, facciamo il derby degli sfigati, ce la giochiamo...». Il solco lungo il viso è un sorriso. «Comunque, si cucinano cose di taglia. Se invece è roba piccola, si rende al mare». Questione di rispetto, come Santiago insegna a Manolo.
Nel libro Genoa, Scarpi e Rubinho. Il primo a protezione del collega più giovane: «A quasi 36 anni so come funziona, cosa significa avere concorrenza, quanto sia importante dare tranquillità. In più, Rubinho è uno dei portieri migliori in Italia. Insieme al preparatore dei portieri Spinelli, cerco di dargli dei consigli. Il secondo è un ruolo particolare, scendi poco in campo ma sei partecipe di ciò che fa la squadra». Conta meno la voglia di emergere, ti immergi nel collettivo. «Aiuti a formare il gruppo. Che poi è l’idea di tutto il Genoa, in ogni ruolo, data da Gasperini».
Anche grazie a quella, il Grifone è dov’è. A 29 punti, sesto posto, alla fine del 2008. Un’annata di pesca eccezionale. «Fantastica, oltre le più rosee aspettative». Un po’ di ferie e si torna in campo. «Nel 2009 speriamo di andare avanti così, sarebbe eccezionale». Lo diceva anche Santiago: non crederci sarebbe peccato.
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Commenti inseriti 6 — pagina 1 di 2
@ Pitta: Un abbraccio forte a te e a tutta la tua famiglia.le mie più sentite condoglianze.
Andrea
Condoglianze a Pitta. Ed un pensiero affettuoso al nonno che spero presto possa vedere la stella dal terzo anello, dopo averla tanto attesa, come tutti noi, in vita.
condoglianze Pitta. un commento così non è mai fuori luogo, i vecchi portano con sè ricordi di un mondo che non c'è più e non solo per gli scudetti sbiaditi del mio Genoa.
x Pitta,
grazie del bellissimo post. Doriani e genoani tifano insieme nel terzo anello....
spero di non farlo impropriamente ma volevo ricordare mio nonno che ieri è scomparso e che credo fosse uno degli ultimi grandi vecchi genoani in vita ad aver visto l'ultimo scudetto del suo grifone dal vivo. Sono doriano ma oggi il mio cuore è un po rossoblu e felice perchè ha visto il suo Genoa dopo anni tornare il vecchio grande grifone. ciao nonno
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