«Per il cinema italiano spero che “Gomorra” vinca l’Oscar. Ma non penso che gioverà all’immagine dell’Italia nel mondo. Abbiamo già tante etichette negative». Fabio Cannavaro, napoletano, capitano della nazionale italiana e colonna del Real Madrid, lo dice in un’intervista al settimanale “Chi”, in edicola domani. «Ancora oggi un mio compagno di squadra mi ha detto: «Italiano? Mafioso». facile che un problema locale venga generalizzato».
Cannavaro parla anche della sua vita in Spagna, con giudizi sulla società spagnola, e proposito del governo di Zapatero - secondo quanto anticipa il settimanale - dice: «La Spagna sta bene, ha investito nel rinnovamento delle grandi città. I matrimoni gay? Mmmh, su quello, forse, sono più italiano...». Infine qualche battuta sul gossip che riguarda il collega Borriello e la sua vita privata («Marco è intelligente, gli faccio i complimenti perché non ha fatto sceneggiate quando la fidanzata era sull’Isola: ha aspettato che tornasse e ha preso una decisione»), e una frecciata tra il serio e il faceto all’ex compagno di squadra Zlatan Ibrahimovic: «Per ora, se vuole vedere il Pallone d’oro, deve venire a vederlo a casa mia, che l’ho vinto nel 2006 - la sua provocazione - Quando giocavamo alla Juve, mi diceva: «hai vinto lo scudetto a 30 anni grazie a me, prima non avevi vinto nulla». Poi, dopo che ci siamo divisi, lui è andato all’Inter e io al Real, ho vinto un Mondiale, un Pallone d’oro, e due scudetti: l’ho massacrato!».
Nei giorni dell’uscita del film tratto dal romanzo di Roberto Saviano, Cannavaro si era già espresso il suo giudizio. «Ho letto Gomorra fino all’ultima pagina - aveva detto il difensore napoletano - Saviano ha avuto il grande coraggio di raccontare quello che ha visto e vissuto. Alcune cose mi hanno sorpreso, ma la vera sorpresa è constatare che la gente pensa che Napoli sia solo quello. Nella mia città ci sono anche persone oneste. È un posto dove si può vivere bene».
Cannavaro aveva poi “guidato” il gruppo di giocatori della nazionale che, durante il ritiro a Coverciano in vista degli Europei, in libera uscita era andata al cinema per vedere il film diretto da Matteo Garrone. Tra loro, oltre all’allora ct Roberto Donadoni, un altro napoletano, Marco Borriello, che si era detto traumatizzato da quel che il fratello gli aveva raccontato della visione del film.
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