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La teleferica misteriosa

26 marzo 2008
SANDRO RICALDONE

il libro nell’edizione orginale
Quasi al top, nella lista dei “giorni più felici della mia vita” – che, a dispetto dei tempi calamitosi, non è troppo breve – sta la vigilia di Natale in cui fra i regali (alquanto spartani, come usava sul finire degli anni ’50) mi accadde di trovare “La teleferica misteriosa” di A.F. Pessina. Era un volume Salani di formato medio, racchiuso in una copertina cartonata dalla quale sembrava sbucare in velocità un ragazzo piegato sugli sci.

Il libro, che ritrovai in seguito nell’edizione originale del 1937 della “Biblioteca dei miei ragazzi”, appassionò, dopo di me, i miei fratelli, come doveva aver catturato, prima della guerra, l’attenzione di mia madre e delle zie, che di quella collana avevano una raccolta quasi completa. Il mistero c’era sul serio e riguardava una teleferica costruita per approvvigionare un forte di montagna durante la prima guerra mondiale. Un vero e proprio giallo, dipanato pagina dopo pagina con la cadenza d’un racconto d’avventura, capace di suscitare l’immedesimazione del lettore. Ne “La teleferica misteriosa”, ad acuire l’empatia, l’avventura viene gestita in prima persona da un drappello di ragazzi. Anzi da una squadra, esemplare al punto che, in filigrana, vi si può scorgere una struttura organizzativa da manuale di sociologia dei gruppi. A comporre la “Mano d’argento” – associazione segreta, manco a dirlo, ma con tanto di statuto – sono cinque adolescenti, ospiti di un collegio sulle Alpi.

Paolo, il presidente, è riflessivo e responsabile, un autentico coordinatore. Dani è il “filosofo”, che esercita le sue penetranti facoltà deduttive nella ricerca delle connessioni fra le diverse incongruità osservate. Emilio incarna il collaboratore capace d’iniziativa, che si applica a sviluppare metodicamente le intuizioni degli altri. Sandro, lo sportivo, è l’uomo d’azione; Mario, il jolly, colui che riesce a superare le situazioni di stallo con l’improvvisazione creativa. I cinque, coadiuvati nell’ombra dall’insegnante d’inglese, dal nome programmatico, Honey (eletto a personaggio positivo in tempi in cui si vituperava la perfida Albione), scoprono casualmente che la teleferica, che si credeva abbandonata, viene messa in funzione durante la notte.

Di deduzione in deduzione concludono che queste manovre siano legate ad un’impresa criminosa, all’attività – come si chiarisce infine, quando intervengono le forze dell’ordine – di una banda di falsari che hanno impiantato al forte una zecca clandestina. Non manca una buona dose di suspense: ad esempio quando Sandro, il più forte con gli sci, parte all’insaputa di tutti per sorprendere “il nemico” nella sua tana, precipitando gli amici nell’ansia. Come nei “Ragazzi della via Paal”, l’happy end lascia una punta d’amaro: conclusa l’avventura, che si farà domani? Sullo sfondo inizia a delinearsi lo scenario dell’età adulta, impegnata e produttiva, ma priva del fascino della scoperta, del dono di un’amicizia incondizionata.

A lungo mi ero chiesto chi fosse l’autore di questo piccolo classico, senza trovare riscontri. Solo di recente, su Internet, ho trovato l’informazione che cercavo: Aldo Franco Pessina era un giovane fisico, amico di Fermi e degli altri scienziati della cerchia di via Panisperna, fondatore nell’immediato dopoguerra dell’Associazione Italiana Alberghi della Gioventù (un suo precedente progetto, sottoposto alla Gioventù Italiana del Littorio, gli era valso il confino e poi il carcere, per la rivendicazione del carattere apartitico dell’iniziativa). Dedito al canottaggio e allo sci, l’autore racconta di aver scritto il libro traendo spunto da un racconto fatto in torpedone a una comitiva di ragazzi, di ritorno da una gita in montagna. Ricordate com’era nata “L’isola del tesoro”? C’è una certa aria di famiglia ...

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COMMENTI INSERITI 5— pagina 1 di 1

29/06/2008 09:31elena malaguti

a tutti gli appassionati della Biblioteca dei miei Ragazzi consiglio il bellissimo sito http://www.bibliotecadeimieiragazzi.com tutto dedicato alla collezione con foto biografie e storia di Salani
Elena

01/06/2008 20:24Renata, Genova

che bel ricordo!Non mi stancavo di rileggerlo, alla fine era sciupatissimo... Credevo di averlo conservato in soffitta ma nonl'ho più trovato.

30/05/2008 23:57grazia, italia

una storia carina, raccontata piacevolmente. grazie!

22/05/2008 09:30margherita, genova

... la mia giovinezza ! Io avevo l 'intera collana , quella edita nel '37 , poichè son vecchia . " La tribù dei conigli selvatici " " Il mistero del castello " " Il guardiano del faro " e tutti gli altri , di cui non ricordo i titoli .
Meravigliosi ! Grazie di avermeli fatti tornare in mente . margherita

22/04/2008 11:30anna levi, italia

Il sito su cui é riportata la biografia di Pessina e di altri autori della BMR é www.bibliotecadeimieiragazzi.com
Spero non le dispiaccia se faccio un link al sito
Anna

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